Gli orifici nei testi classici Indietro

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È necessario premettere che il presente lavoro di ricerca è stato possibile grazie al materiale fornito dal dott. Gilles Andres che si ringrazia vivamente.

I Cinque, i Sette ed i Nove Orifici (qiao)

La funzione degli orifici in MTC è prima di tutto quella di far comunicare. I numeri che gli sono attribuiti nei testi classici sono cinque, sette o nove, e, a seconda del numero, gli viene attribuito un significato differente. Il numero cinque indica una relazione con il centro, il sette è l’organizzazione della comunicazione ed il nove la comunicazione di tutte le parti del corpo.

I Cinque Orifici

«Il torace e l’addome sono la gravidanza degli organi e dei visceri. La parte di mezzo del torace (tanzhong) è il palazzo centrale del ministro del cuore (xinshu); lo stomaco è il grande granaio; la gola e l’intestino tenue sono le vie di trasmissione (chuandao); i cinque orifici dello stomaco (wei zhi wu qiao) sono le porte (menhu) del villaggio; i (punti) lianquan/23vc  e  yuying/18vc sono i percorsi dei liquidi organici (jinye). Così ciascuno dei cinque organi e dei sei visceri ha un territorio delimitato e le loro malattie hanno ciascuna una forma (particolare). (Jiayi jing VIII-3 «Gonfiore dei cinque organi e dei sei visceri» e Lingshu 35 «Discussione sui gonfiori» (zhang lun).

Il Leijing precisa che lo stomaco non ha cinque aperture ma che si tratta di cinque punti di passaggio del tratto digestivo e cioè: il faringe (yanmen), il cardia (benmen), il piloro (youmen), la valvola ileo-cecale (lanmen) e l’ano (pomen), e tutti dipendono dallo stomaco. È l’unico testo che abbiamo trovato sui Cinque Orifici. Essi non fanno riferimento agli orifici del viso ma alle porte delle comunicazioni digestive. Citati come orifici dello stomaco a causa della sua posizione centrale, si tratta probabilmente della comunicazione fra l’esterno e le differenti parti del tronco da parte degli apporti nutritivi fino alla parte più profonda dell’uomo. Il numero cinque è utilizzato per ricordare la connotazione centrale e le trasformazioni che ne conseguono.

I Sette Orifici

«Sette, questi sono gli astri. I sette astri, questi sono i sette orifici dell’uomo. L’ingresso dove i perversi si installano nei meridiani (jing) e dimorano nei luo, creano un  bi doloroso (rongbi), ed è per questo che si curano con l’ago sottile (haozhen)». (Jiayi jing V-2, Lingshu 78). «l’ago [sottile] n°7 è per accrescere l’essenza» (Suwen 54).

I sette orifici, questi sono i sette orifici della faccia dove si manifesta la crescita dei liquidi e delle essenze, relazione che è accentuata per il fatto che l’ago n°7 è utilizzato per accrescere l’essenza. L’apertura dei sette orifici designa la morte la morte del caos nello Zhuangzi, poiché essi permettono di distinguere. È per questo che gli organi di senso (guan) alloggiano nelle cavità orifiziali (kong qiao). A questo proposito Claude Larre scrive: «Gli scambi cosmici in cui l’uomo è il perno si basano sull’efficacia dell’organizzazione in sette: è nell’uomo che tramite sette orifici brillano i sette sentimenti, indissolubilmente corporei e spirituali, visto che l'universo è centrato su di noi, con la stessa brillantezza dei sette illuminatori (sole, luna e cinque pianeti)». Egli scrive ancora: «Gli orifici superiori rappresentano la parte alta del corpo dove la sottigliezza delle essenze e la purezza dei soffi raggiungono il loro punto culminante di elevazione e diffusione». La relazione dei sette orifici con i sette sentimenti e le essenze è un elemento maggiore delle patologie che si manifestano negli orifici del volto. Molto spesso nei testi per designare i sette orifici della faccia si trova l’espressione kongqiao, cavità orifiziali.

«È il taiyang della mano che raccoglie il più del soffio torbido fra gli yang. È il taiyin della mano che raccoglie il più dei soffi puri fra gli yin. Il chiaro di questo soffio [chiaro] sale alle cavità orifiziali; il torbido discende a circolare nei meridiani. Ecco perché di tutti i meridiani yin che raccolgono il chiaro, solo il taiyin del piede raccoglie il torbido (Jiayi jing I-12 «Yinyang, chiaro e torbido, essenza, soffio, liquido organico jin, liquido organico ye, sangue e vasi» e Lingshu 40.

«Il soffio dello stomaco sale e si versa nei polmoni; il suo soffio violento sale precipitandosi nella testa, lungo il faringe per arrivare in alto alle cavità orifiziali (kongqiao), segue il sistema di legame dell’occhio per entrare e stabilire un legame col cervello» (Jiayi jing II-1» I dodici meridiani , i luo e le branche distinte).

Il Leijing dice: «Il soffio essenziale (jingqi) dei cinque organi e dei sei visceri sale versandosi negli occhi per produrvi l’essenza (jing), ecco perché gli occhi sono luogo di riunione dei vasi (zongmai) e via attraverso la quale salgono gli umori (ye)».

«Quando il dodicesimo yin ed il primo yang [sono colpiti], la malattia proviene dal rene, il soffio yin  viaggia e dimora nel cuore, le cavità orifiziali (kongqiao) in basso lo stomaco (wan) sono ostruite come per una diga e non comunicano più, i quattro membri sono come se fossero staccati [dal corpo]». (Jiayi jing IV-1 «Il polso dei meridiani (jingmai)»).

«[L’ammasso] che s’attacca ai vasi trasportatori (shumai) blocca [le vie della circolazione], che non comunicano più; i liquidi organici (jinye) non discendono più e le cavità orifiziali (kongqiao) si seccano» (jiayi jing libro VIII, capitolo 2 «L’interessamento (shou) dei meridiani e dei luo da parte della malattia che, penetrando negli intestini, lo stomaco ed i cinque organi, provocano [gli ammassi] fuliang, xiben, feiqi, piqi e bentun.»).

«Così i liquidi organici dei cinque organi e dei sei visceri si infiltrano tutti sopra negli occhi: quando il cuore è colpito dal dolore e il soffio si raccoglie, il sistema di legame del cuore (xinshu) è teso (ji); quando esso è teso i due lobi del polmone si sollevano e quando essi si sollevano il liquido organico ye deborda verso l’alto. Ora se il sistema di legame del cuore è teso, il polmone non può essere sollevato in permanenza, esso è prima in basso e poi in alto così si tossisce o si piange». (Jiayi jing1-13 e Lingshu 36: Cinque tipi di liquidi organici jinye).

«I liquidi organici jinye dei cinque cereali si mischiano e diventano grasso (gao): all’interno esso s’infiltra e rientra nelle cavità delle ossa, tonifica il cervello ed il midollo e scola in basso verso lo yin. Se lo yin e lo yang non sono in armonia, il liquido organico ye deborda e scola in basso verso lo yin. Tutto il liquido organico ye del midollo diminuisce e discende; quando esso discende produce il vuoto (xu) e, se c’è il vuoto, ci sono dolori lombari e le gambe sono dolenti» (Jiayi jing I-13 e Lingshu 36: «Cinque tipi di liquidi organici jinye»).

Tutti questi testi mostrano come gli orifici sono dipendenti dai liquidi che assicurano la loro irrigazione, sia che si tratti degli orifici posti in alto sotto la dipendenza del polmone, sia di quelli posti in basso. I liquidi ye si trasformano in soffio e tonificano cervello e midollo. Il rapporto degli orifici della faccia con il cervello, viscere straordinario pieno di essenza (jing), mette in relazione la potenza dell’essenza con l’organizzazione della comunicazione, cosa che determina la capacità di distinguere. L’acuità degli organi di senso, che ne sono gli attori, sarà ancora più forte se l’essenza, il soffio ed i liquidi organici sono nella pienezza del funzionamento:

«Quando l’essenza sfugge, si diviene sordi, quando il soffio sfugge, la vista non è più chiara; quando il liquido organico jin sfugge, i lineamenti (couli) si aprono ed il sudore è secreto in abbondanza; quando il liquido organico ye sfugge, i movimenti delle articolazioni non sono facilitati, la tinta deperisce, il cervello ed il midollo si atrofizzano, le gambe sono dolenti e ci sono spesso acufeni. Quando il sangue sfugge, la tinta diventa pallida, perde il suo splendore e diventa terrea. Quando i vasi (mai) sfuggono, il polso diventa cavo e vuoto. Tali sono i sintomi [di insufficienza dei sei soffi]» (Jiayi jing I-12 «Yin/Yang, chiaro e torbido, essenza, soffio, liquido organico ye, sangue e vasi» e Lingshu 40 «Yin/Yang, chiaro e torbido»).

«Questi quattordici perversi sono dei perversi straordinari (qixie) che vanno alle cavità orifiziali. Là dove si trova il perverso c’è sempre insufficienza. Così allorché il soffio in alto è insufficiente, il cervello non si riempie, le orecchie producono acufeni, la testa s’inclina e la vista si oscura» (Jiayi jing XII-1 «Sbadigli, singhiozzo, brividi, eruttazioni, starnuti, svenimento, lacrimazione, sospiri, salivazione, acufeni, morsi della lingua, perdita di memoria e voglie» e Lingshu 28).

I nove orifici

«Il Cielo ha il sole e la luna; l’uomo ha due occhi. La Terra ha nove regioni; l’uomo ha nove orifici» (Lingshu 71).

«L’ago n°9 è per far comunicare i nove orifici» (Suwen 54).

«Huangdi disse: fin dai tempi antichi, la comunione con il Cielo, radice dei viventi, affonda le sue radici nello Yin/Yang. Nell’intervallo Cielo/Terra, all’interno delle Sei giunzioni, questi soffi, in Nove territori ed in Nove orifici, sono tutti in libera comunicazione con i soffi del Cielo» (Suwen 9).

Questi testi mostrano bene la dimensione cosmica dell’uomo ed i rapporti che essa stabilisce con l’universo. Se l’uomo non è in libera comunicazione con l’universo la sua percezione ne sarà alterata e da questo potranno derivare gli errori di giudizio derivanti dal nostro oscuramento legato alla non-apertura di questi qiao che sono emettitori di luce. Così il Suwen mette in corrispondenza il fegato e gli occhi con i nove orifici: «Il fegato e gli occhi dell’uomo corrispondono ai nove orifici ed alle 365 [articolazioni]» (Suwen 54). «Quando lo Yang non si può imporre sullo Yin, i Cinque zang entrano in lotta ed interrompono le comunicazioni ai Nove orifici» (Suwen 3). «Se i cinque organi non sono in armonia, i nove orifici non comunicano più» (Jayi jing  I-4) [2]. La pace interiore è anche un elemento di buon funzionamento degli orifici.

«A sessanta anni lo yin è impotente, i soffi conoscono un declino molto grande, i Nove orifici hanno perso la loro facilità di funzionamento, e c’è vuoto in basso e pienezza in alto, muco e lacrime escono fuori» (Suwen 5).

Qui troviamo le relazioni degli orifici con le essenze ed i liquidi.

«L’uomo ha essenze e soffi (jing qi), liquidi organici (jinye), quattro membri e nove orifici, cinque organi e sei parti, 365 articolazioni che danno nascita a cento malattie (Ren you jing qi jin ye, si zhi jiu qiao, wu zang shi liu pu, san bai li ushi wu jie, nai sheng bai bing)» (Suwen 62). Questo brano riassume molto bene tutto quello che abbiamo detto più in alto sulle relazioni e corrispondenze dei nove orifici. Per il tramite delle essenze, dei soffi e dei liquidi organici, essi fanno comunicare l’interno (gli organi) con l’esterno (le membra, le parti del corpo e le 365 articolazioni). Essi partecipano così alle cento malattie, vale a dire a tutte le malattie.

«Il terzo yang, che è lo yang estremo (zhiyang), se si accumula unilateralmente causa terrore (jing); la malattia inizia con l’impeto del vento e con l’impetuosità del fulmine. L’ostruzione dei nove orifici fa debordare lo yang, il faringe (ran) è secco e la laringe (hou) è ostruita. (Suwen 75). Secchezza dei liquidi e ostruzione del soffio riflettono la patologia dei nove orifici.

«Il polso della milza è la terra, essa è l’organo unico che irriga i quattro lati. [Il suo polso] non apparirà quando è buono, esso non apparirà che allorché è cattivo. Se viene come una corrente d’acqua, questo significa eccesso (taiguo), la malattia è all’esterno; se è come un becco d’uccello, questo significa insufficienza (bu ji), la malattia è all’interno. L’eccesso provoca nell’uomo l’incapacità di muovere le quattro membra; l’insufficienza provoca nell’uomo l’ostruzione dei nove orifici, che qui si chiamano zhongjiang» (Jiayi jing IV-1, Suwen 19). Ci troviamo qui in una relazione fra il centro e la periferia. Se la milza non distribuisce il suo soffio ed i liquidi verso la periferia, la comunicazione non è più possibile e si dice che i nove orifici sono ostruiti.

«Quando il secondo yang ed il primo yin [sono colpiti], la malattia tocca principalmente lo yangming che non domina il primo yin, il polso è molle (ruan), e inquieto (dong), ed i nove orifici sono ostruiti». (Jiayi jing IV-1, Suwen 79). Il secondo yang è lo yangming, ed il primo yin è lo jueyin. In quanto fine dello yang  e fine dello yin, essi assicurano la relazione o la comunicazione con il loro contrario, lo yangming  assicurando la comunicazione con lo yin su un piano spaziale, e lo jueyin assicurando la comunicazione dello yang su un piano temporale. Sicché quando le comunicazioni fra lo yin  e lo yang sono perturbate, si dice che i nove orifici sono bloccati. Per ristabilire la comunicazione su un piano generale, si può proporre il trattamento delle quattro barriere: 4gi/hegù, e 3f/taichong, che sono rispettivamente i punti yuan dello yangming della mano e dello jueyin del piede.

«Quando [lo yang] si raccoglie si soffre di terrore (jing), la malattia si pone come un uragano o come l’esplosione di un tuono ed i nove orifici sono tutti ostruiti » (Jiayi jing 4-1). Il terrore (jing) è uno dei sette sentimenti, quello che ha rapporto col cuore, il centro. Fa perdere la dimora allo shen, provocando anche un disordine ed uno stato di panico che non permette più le comunicazioni dell’uomo con se stesso e col suo ambiente. Il punto mu del cuore 14vc/juque è un punto indicato nell’ostruzione dei nove orifici quando essa ha per origine il terrore.

«Lo yang chiaro sale al cielo, lo yin torbido si rende alla terra. Il soffio celeste comunica al polmone, il soffio terrestre comunica al faringe (yan). Il soffio del vento comunica al fegato, il soffio del tuono comunica al cuore. Il soffio della valle comunica alla milza, il soffio della pioggia comunica ai reni. I sei meridiani sono i fiumi, gli intestini e lo stomaco sono il mare, i nove orifici sono il soffio della fuoriuscita dell’acqua. Il soffio violento è a immagine del tuono. Il reflusso del soffio è a immagine dello yang. Ecco perché se il trattamento non segue le regole del cielo e non utilizza i principi della terra, la sventura arriverà. » (Jiayi jing VI-7, Suwen 5).

Il Leijing dice: «Il soffio della fuoriuscita dell’acqua designa la fuoriuscita dell’acqua e del soffio come le lacrime dagli occhi, il muco dal naso, la saliva dalla bocca, le urine e le feci dai due yin (eryin). Le oreccchie non sembrano avere dell’acqua, ma il soffio del liquido organico jin è umido e forma un cerume che è prodotto dall’acqua e dal soffio. Là dove arriva il soffio, l’acqua deve venirci; là dove arriva l’acqua, il soffio ci deve venire; ecco perché si dice il soffio della fuoriuscita dell’acqua».

«Quando il vuoto è brutale ed il corpo subisce un attacco improvviso, i cinque organi si bloccano e si esauriscono, le vie dei vasi non comunicano più, il soffio non effettua più il suo movimento di va e vieni, non si può, come avviene in una caduta o in un annegamento, predire la data [della morte]. Se [in un caso del genere] il polso cessa e non arriva che cinque, sei volte a respirazione, è la morte in ogni caso, anche se la forma corporea e la carne non sono cadenti e il soffio autentico degli organi non si manifesta». Jiayi jing VIII-1, «La trasmissione delle malattie nei cinque organi e gli accessi di brividi e di febbre». Wu Kun dice: «S’esauriscono significa che i soffi si sono esauriti. Si bloccano significa che i nove orifici sono bloccati» (Acupuncture prescriptions, 1618). Si noti ancora qui che l’interessamento dei cinque organi provoca l’ostruzione, la non comunicazione a livello degli orifici.

«Cefalea, acufeni e cattivo funzionamento dei nove orifici provengono dagli intestini e dallo stomaco» Jiayi jing XII-5, Suwen 28). Il Leijing dice: «La testa, le orecchie ed i nove orifici sono tutti dei luoghi dove arrivano i meridiani yangming della mano e del piede, e per questo queste malattie provengono dagli intestini e dallo stomaco. Tuttavia le parole intestini e stomaco includono di fatto i sei visceri, perché i sei visceri appartengono tutti ai tre yang ed i tre yang percorrono tutti i nove orifici».

Le implicazioni dei liquidi  (liquide)

Tutti questi testi mostrano le relazioni importanti che gli orifici stabiliscono con i soffi, le essenze ed i liquidi organici. Vari testi evidenziano le relazioni degli orifici con lo yang puro agli orifici superiori e lo yin torbido agli orifici inferiori: «Lo yang puro fuoriesce dagli orifici superiori, lo yin  torbido fuoriesce dagli orifici inferiori. Lo yang  puro sgorga dai lineamenti (couli), lo yin torbido va nei cinque organi. Lo yang  puro riempie le quattro membra, lo yin torbido si rende ai cinque visceri. I sapori yin fuoriescono agli orifici inferiori, il soffio yang  fuoriesce agli orifici superiori. I sapori forti sono yin, quelli sottili sono lo yin dello yang. Se i sapori sono forti, sono purgativi, se sono sottili fanno comunicare (tong). Se i soffi sono fini essi fanno espirare (faxie), se sono forti danno calore». (Jiayi jing VI-7 «Importante discussione sullo yin  e sullo yang, Suwen 5).

Abbiamo detto più in alto che «i nove orifici sono il soffio della fuoriuscita dell’acqua (jiu qiao wei shui zhu zhi qi)». Elisabeth Rochat de la Vallet e Claude Larre traducono così questa espressione: «I Nove orifici sono per i soffi che fluiscono in forma liquida». Il meccanismo di questa funzione è esplicitato nel testo seguente: «Il cuore è il maestro dei cinque organi e dei sei visceri. Gli occhi sono il luogo di riunione dei vasi (zongmai) e la via per dove salgono gli umori (ye). La bocca e il naso sono le porte del soffio ecco perché in caso di delusioni (bei), afflizioni (ai), dispiaceri (chou) e tristezza (you) il cuore si agita (dong). Se il cuore si agita i cinque organi ed i sei visceri sono scossi (yao) e allorquando essi sono scossi la riunione dei vasi (zongmai) è colpita. Se è affetta la via degli umori (ye) si apre. Quando la via degli umori (ye) si apre si avranno pianti e moccoli. Gli umori (ye), è questo che annaffia l’essenza e umetta le cavità orifiziali, è per questo che allorquando la via superiore degli umori (ye) si apre, si piange. Se si piange senza arresto gli umori (ye) si esauriscono. Se gli umori si esauriscono l’essenza non è più irrigata e se l’essenza non è più irrigata gli occhi non vedono più, per questo ciò si definisce un esaurimento grave dell’essenza (duojing). [Bisogna] tonificare il [punto] tianzhu (10v) [che si situa sul] meridiano dei due lati della nuca. Dei due lati della nuca significa [dei due lati] della linea mediana della testa » (Jiayi jing XII-1, Sbadigli, singhiozzi, brividi, eruttazioni, starnuti, indebolimenti, lacrimazioni, sospiri, salivazione, acufeni, morsicature della lingua, perdita di memoria e voglie).

Questa relazione degli orifici con le essenze ed i liquidi ye apre un interrogativo nella pratica. Si capisce bene l’indebolimento del funzionamento degli orifici e degli organi di senso con l’età e l’esaurimento progressivo dell’essenza. La parola liquidi ye potrebbe essere tradotta con la parola «umori», e questo permette di comprendere che l’umore non è solo il liquido corporeo, ma anche l’umore dei pazienti. L’interessamento degli orifici manifesta anche un interessamento dell’umore nei due significati del termine, ragione per la quale si associano spesso i sentimenti con i sette orifici. Il testo precedente ne è un esempio, ma si può andare anche più lontano considerando, per esempio, il glaucoma come una ritenzione di liquidi nell’occhio per impossibilità di piangere dopo un dolore troppo violento. Non è raro infatti interrogando i pazienti affetti da glaucoma che essi hanno spesso nella loro storia delle sofferenze profonde che non hanno potuto esprimere. Ugualmente l’assenza di salivazione o un suo eccesso potranno essere messe in rapporto ad un desiderio, una brama disordinata, le riniti ad una ipersensibilità al mondo esterno con cui non ci si può più integrare, cosa che spiega l’efficacia dei punti dello yangming ed in particolare di hegù (4gi), le otiti, gli acufeni ed altre forme di sordità ad una impossibilità ad ascoltare se stessi, ad avere fiducia, a connettersi veramente con la propria essenza, da cui la relazione con i reni. Questa non è che un’ipotesi, ma pensiamo di poter apportare veramente qualcosa in più se non ci accontentiamo di meccanismi energetici ma andiamo più lontano nella comprensione dei malati e del significato dei testi classici. Bisogna sapere che questi testi non sono altro che degli aiuti di memoria che possono essere realmente compresi che attraverso chi ha ricevuto una tradizione orale. Ci resta quindi un importante lavoro di comprensione e approfondimento da fare.

Bibliografia

  • Andres G, Les orificies dans les teste classiques, Revue Francaise d’Acupuncture, 2008, 7 (1).
  • Grande Dizionario Matteo Ricci, Ed ISIAO, 2009.
  • Huagfu Mi, Zhengju Jiayi Jing, Classique ordonné de l’acupuncture, traduction et commentaire de Milsky C, Andres G, Paris, Tredaniel Ed 2004.
  • Lingshu, traduction de Milsky C, Andres G, non pubblicato.
  • Suwen, traduction de Milsky C, Andres G, non pubblicato.
  • Suwen, traduzione Rochat de la Vallee E, Larre C. la vie, la medecine et la sagesse. Paris: Ed du Cerf, 2005.
  • Zhuang zi, L’ouvre complete de Tchouang-tseu¸tradution de Liou Kia-Hwai, Paris, Gallimard, 1973.
  • Zheng Jiu Jia Yi Jing, L’ABC Classica di Agopuntura e Moxibustione, di Huagfu Mi, traduzione di Yang Shou Zong e Charles Cache, Blue Poppy Press 2004.

 

Paolo Evangelista
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